22 giugno 2010
Sinistra Ecologia Libertà di Sondrio ha appreso dai media locali che il Presidente Sertori , in disaccordo con il governo che lui e i suoi amici della Lega sostengono con tanto ardore, convoca per il 27 giugno una manifestazione di piazza.
La protesta parte dal contenuto di uno dei tanti commi della manovra finanziaria del governo, che prevede un nuovo canone a carico dei produttori di energia idroelettrica incamerato direttamente dallo Stato, senza alcuna ricaduta sul territorio dove si trovano gli impianti.
Nel merito il Presidente solleva una giusta perplessità.
Dovrebbe però ricordarsi che il destino dell'articolo 15 della manovra, quello che prevede il nuovo canone sullo sfruttamento delle acque, è nelle mani dei parlamentari della Lega e del PDL, chiamati a discutere e votare in Parlamento la manovra.
Il Presidente Sertori si rivolga ai suoi amici ed alleati, chiedendo loro eventualmente conto di quanto andranno a votare in aula e traendo le dovute conseguenze nel caso non si ottenga quanto richiesto; altrimenti si risolverà tutto in un balletto dove coloro che governano e approvano le leggi sono gli stessi che si stracciano (a voce) le vesti per le norme approvate.
Dovrebbe inoltre preoccuparsi di altre questioni, che non costituiscono rischi per il futuro ma sono già attualmente danni per il territorio e mancati introiti per gli enti locali, come i prelievi in esubero ed i relativi sovraccanoni o la mancata firma del Presidente Formigoni dell'intesa che renderà efficace il bilancio idrico del PTCP.
Una ultima annotazione riguarda il fatto che sicuramente, visti il programma e i preparativi, dal concerto ai gadgets, la manifestazione del 27 costerà anche non poco alle casse degli organizzatori. Nulla di male, tranne il fatto che si tratta degli stessi enti locali che contemporaneamente soffrono per il taglio delle risorse a loro destinate e che fra i loro doveri hanno sicuramente la difesa degli interessi dei cittadini, che dovrebbe però essere perseguita non solo attraverso convocazioni in piazza, ma anche tramite rapporti politici e istituzionali.