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Rozzano

diritti

10 luglio 2010

Voglia di libertà

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Non avremmo mai creduto di ritrovarci solidali con chi rifiuta una legge che limita l'suo di intercettazioni telefoniche.
Il cosiddetto popolo delle libertà, sembrerebbe, in questo frangente, coerente col nome che "si è" dato, ma, meschino, è ammaliato dalle sirene del potere, adagiate sulla collinetta-belvedere di Villa Certosa (il capo-popolo l'ha avuta da Flavio Carboni!); nelle eroiche stalle che furono di Vittorio Mangano o tra gli scaffali curati da Marcello Dell'Utri a Villa San Martino (che Cesare Previti ebbe da una minorenne per 250 milioni di lire, quando valeva più di 7 miliardi); nei cessi paludati di Palazzo Grazioli, dove ci si riassetta dopo le prestazioni di cui il premier va fiero.
Arrivano voci dalle logge del potere eversivo, dai centri massaggio, dalle macerie dei terremoti; da intercettazioni telefoniche discorsi violenti, irriverenti, sfrontati, a violare l'intimità soprattutto del potere. Chissà se questa istanza di libertà (pretesto evidente per consolidare l'impunità della cricca) non sia un piccolo autogoal; in fondo l'uso delle intercettazioni ha portato sì a qualche processo, ma il potere vero sta sempre lì ad esercitare la propria forza, che si rivela proprio quando gli scandali vengono metabolizzati, a spostare sempre più in là il segno del senso di vomito.
Come si fa a negare a questa gente il vessillo delle libertà? Se solo non ci sentissimo costretti in una trincea ad aspettare la fine dell'attacco forse qualche efficace argomento lo troveremmo. Quando Stato, Magistratura, Governo erano una cosa sola, la privacy era un valore, ora è un bisogno indotto. A cui rinunciamo, sacrificando la nostra libertà, sperando serva a colmare tali profonde spaccature. Il significato del ventennio in corso si individua soprattutto in questa modificazione genetica, nel dibattito politico, nel confronto tra le forze sociali.
Ebbene lasciamo che ci tengano sotto controllo, per condividere la mobilitazione nazionale contro il Decreto Intercettazioni, mettendo sul piatto le nostre libertà, ma solo per dire al Governo che NOI non abbiamo delitti da nascondere… NOI.

Carmine Vitale.

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