La maggior parte della gente rispetta le leggi dello Stato non perché le tema, non perché tema la sanzione penale o civile che sia, lo fa perché ritiene che sia giusto non uccidere o non sorpassare in curva. E se così non fosse, cioè se la gente rispettasse le leggi solo perché le teme, non basterebbero tanti Carabinieri per il numero di persone che ci sono nel nostro paese; la maggior parte di noi rispetta le leggi perché sente il dovere di osservarle
Come si fa a negare a questa gente il vessillo delle libertà? Quando Stato, Magistratura, Governo erano una cosa sola, la privacy era un valore, ora è un bisogno indotto. A cui rinunciamo, sacrificando la nostra libertà, sperando serva a colmare tali profonde spaccature. Ebbene lasciamo che ci tengano sotto controllo, per condividere la mobilitazione nazionale contro il Decreto Intercettazioni, mettendo sul piatto le nostre libertà, ma solo per dire al Governo che NOI non abbiamo delitti da nascondere… NOI
A proposito dell'atteggiamento prevalente di commentatori e media che considerano un fatto "fisiologico" e incontrovertibile del capitalismo globalizzato l'accordo che vedrà i lavoratori di Pomigliano rinunciare a diritti acquisiti per difendere il posto di lavoro, qualche domanda di fondo sorge spontanea. In primo luogo, dove sta scritto che dobbiamo abbassarci ai livelli cinesi? E perchè allora non reintrodurre anche la schiavitù? In verità basterebbe intanto un cuscino minimo di salari e diritti su scala europea per resistere al degrado delle condizioni di lavoro

Sulla vicenda delle aree Expo, Formigoni continua a invocare l'interesse pubblico.
Cari amici,
Giovedì 15 luglio in una caldissima serata estiva SEL ha promosso nella freddissima (naturalmente per l'aria condizionata e non per il clima politico) sala del Consiglio Regionale il seminario "La squola che verrà" dedicato ad approfondire i temi del sistema della conoscenza, delle proteste contro la Gelmini di questi mesi e di quali idee per la scuola e l'università vi si possono contrapporre da sinistra.