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Nord Milano

5 maggio 2010

Tariffa rifiuti, quale IVA?

La discussione sul pagamento del 10% di IVA sulla tariffa di igiene ambientale è molto complessa e parecchio confusa. Con i seguenti punti intendo fare un po' di chiarezza sull'argomento e aggiornarvi sulle ultime novità provenienti dal Parlamento:

Nel 2006, con il Decreto legislativo n°152, la vecchia Tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani (TARSU), che era calcolata sui metri quadri delle case dei cittadini, è stata riformulata come TIA (tariffa di igiene ambientale) che ha un sistema di calcolo più complesso.

Nel luglio 2009, con la sentenza n°238, la Corte di Cassazione, basandosi sull'orientamento comunitario, ha stabilito che la TIA, nonostante il nome di "tariffa", essendo un prelievo al quale il consumatore non può sottrarsi al contrario delle vere tariffe, è dunque una tassa, sulla quale è inapplicabile un altro tributo come l'IVA.

Dopo la sentenza della Cassazione, varie associazioni di tutela dei consumatori hanno promosso petizioni, ricorsi e hanno predisposto dei moduli per chiedere il rimborso dell'IVA. (vedi i siti di altroconsumo o federconsumatori)

Ad oggi, dallo Stato non sono state tracciate le modalità per la restituzione degli importi, quindi, le varie aziende comunali che si occupano di ritiro e smaltimento dei rifiuti sono in attesa che lo Stato emani la normativa di riferimento per procedere ai rimborsi.

Perciò per quando riguarda le bollette degli anni passati non ci resta che aspettare per capire come si risolverà la quaestione, (magari chiedendo il rimborso).

Ora brevemente vi illustro le novità per quanto riguarda l'anno 2010, il primo dopo la sentenza della Corte di Cassazione.

Primo: bisogna complimentarsi con alcune amministrazioni comunali, come Terni e Perugia, che hanno deciso di non applicare l'IVA sulla tariffa di igiene ambientale senza aspettare le incertezze del Parlamento.

Secondo: in Parlamento qualcosa si è mosso, sono state presentate 2 proposte, entrambe dal PDL, una accoglie le obiezioni della Cassazione, e chiarisce che la Tia è un tributo quindi non paga l'Iva. Mentre l'altra, presentata dal sottosegretario all'Economia, spiega che per la legge la Tia è un tributo e che quindi l'Iva continua a essere dovuta. Due visioni agli antipodi ma accumunate dalla stessa richiesta di non effettuare i rimborsi.

Terzo: i rappresentanti di SEL facciano pressione ai livelli amministrativi come a quelli nazionali per una risoluzione del problema che faccia prevalere l'aspetto della tutela dei consumatori.

Mattia Menegardo

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