27 luglio 2010

Un sostegno per la conciliazione tra maternità e lavoro e per le pari opportunità, a fronte del fatto che in Lombardia il 20% delle donne si licenzia nel corso del primo anno di vita del figlio.
E' questa una delle proposte che abbiamo avanzato in sede di discussione di bilancio e che è stata accolta dalla maggioranza. Le politiche di conciliazione tra lavoro e responsabilità familiare sono lo strumento più adatto e più efficace a garantire insieme incremento della natalità e sviluppo dell'occupazione femminile. Finora, sul tema, Formigoni aveva speso soltanto parole e annunci. Auspichiamo ora che, dopo l'impegno assunto con l'approvazione del nostro ordine del giorno, si stanzino anche le necessarie risorse, che andrebbero così in tutt'altra direzione rispetto all'elemosina del fondo Nasko (250 euro per 18 mesi per chi sceglie di non abortire!).
Per il resto, il nostro lavoro si è concentrato su un altro aspetto profondamente ingiusto di questo bilancio. Il più consistente intervento economico di Regione Lombardia per l'istruzione è quello sul buono scuola, che da anni premia gli studenti delle paritarie - e cioè neanche il 10% del totale - a scapito di tutti gli altri. Al centrodestra, da sempre impermeabile all'evidente iniquità di questa misura, abbiamo chiesto, almeno di fronte alla crisi, di compiere una scelta in ordine alle priorità, sospendendo o diminuendo lo stanziamento per dirottare le risorse disponibili su progetti di formazione professionale, aggiornamento, riqualificazione e riconversione della manodopera. Ma non c'è stato nulla da fare.
Abbiamo dunque espresso un voto negativo su un assestamento che, nel suo complesso, non tiene per nulla conto né della grave situazione di difficoltà in cui si trova il Paese, compresa la Lombardia, né delle pesanti ripercussioni che la manovra finanziaria avrà sulle Regioni e sui servizi essenziali per i cittadini.
E non è accettabile che la parte del bilancio riguardante l'Expo sia di fatto una delega in bianco. È aperto un duro contrasto con Comune, Provincia e Governo, la stessa scadenza dell'evento è a rischio: di tutto questo il Consiglio conosce solo quello che può leggere sui giornali. Avremmo voluto una discussione approfondita, ci siamo ritrovati con una norma infilata nelle pieghe dell'assestamento. Senza contare che un emendamento dell'assessore Colozzi elimina il vincolo dei soli soci pubblici nella spa che Formigoni vuole fare, la qual cosa lascia immaginare sviluppi della vicenda ancora più indecifrabili.